Tag

, , , , , , , , , , , , , , ,

Il Colosseo si sta lentamente sgretolando proprio davanti ai nostri occhi.
Anche se non fa notizia, è in questi mesi che si sta consumando uno dei più atroci delitti del Serial Killer di Botticelli, la distruzione del più noto tra i monumenti italiani.

Qualche ora fa, nel corso di una conferenza stampa, Federica Galloni – Direttore regionale del Lazio per i Beni e le Attività culturali – ha annunciato “Il Colosseo sarà protetto da una fascia invalicabile, per garantire la pubblica incolumità”.


Questa fascia, che disterà dai 15 ai 6 metri dal monumento (misure ottenute con “calcoli matematici”, assicurano i responsabili), sarà composta da colonne di ghisa, collegate tra loro da una catena, con cartelli in tutte le lingue che avvertono di non valicarla.
Il provvedimento è stato preso in seguito a una quantità di piccoli e grandi cedimenti del Colosseo, che avvengono già da troppi mesi.

Dicembre 2011: grossi pezzi di tufo si staccano dai prospetti esterni.
In seguito a questo evento, e anche sull’onda emotiva di quanto stava accadendo a Pompei, se ricordate, l’imprenditore Diego Della Valle si propose di finanziare gran parte dei restauri per il vecchio Monumento romano. Polemiche. Polemiche. Polemiche. (Forse, in parte, condivisibili perché Della Valle, come contropartita, proponeva che il Colosseo diventasse una specie di cartellone pubblicitario Tod’s.)
Comunque, a quanto ne so, non se n’è fatto più niente.
Gennaio 2012: pezzi di 7 e 9 cm² cascano dal secondo anello, proprio davanti all’Arco di Costantino. In questo caso, il sindaco di Roma Alemanno parlò di “atto doloso” o di “piccione”.
Gennaio 2012 -bis: Legambiente parla di Colosseo a rischio crollo per lo smog (che innesca processi chimici sulla pietra, fino a sciogliere la roccia), e per le vibrazioni provocate dai 3.400 veicoli all’ora che transitano da via Fori Imperiali, producendo un inquinamento acustico di 95,2 decibel.
Febbraio 2012: la neve e il gelo mettono a dura prova la stabilità del Colosseo, tanto che si rende necessaria la chiusura del monumento per motivi di sicurezza.

Sospetto, che prima o dopo di queste date, altre piccole ferite siano state aperte nel corpo anziano del Monumento. Nessuno, però, ne da notizia. Così arriviamo fino a oggi, alla cinta di sicurezza per evitare che eventuali altri crolli diventati chissà perché un evento quasi naturale e inevitabile – possano ferire i turisti che quotidianamente visitano l’Anfiteatro Flavio.

Devo sottolineare che durante la conferenza è anche stato detto “Ci stiamo già muovendo per istituire la fascia di sicurezza ma è un problema avere i soldi per fare tutto.”Quindi io, che il Killer non riesco a catturarlo perché ha troppi complici che lo aiutano anche indirettamente, ho degli appunti a margine da scrivere.
Chiunque è in grado di capire che una “fascia di sicurezza” non risolve certo il problema.
Se, poi, non abbiamo nemmeno il denaro per dei piloni di ghisa, figuriamoci se ne abbiamo per il restauro completo.
Non c’è un euro da investire ma, d’altronde, a un edificio vecchio di 1.932 anni qualche ritocchino gli spetta di diritto.
Non voglio che fra quattro mesi, fra un anno, fra tre generazioni, il Colosseo finisca in polvere e sassi; non voglio che il Serial Killer vinca.
Perché non abbiamo accettato i soldi privati?
Perché non si organizza un found raising come si deve?
E’ sintomatico che uno dei simboli d’Italia si sbricioli nell’indifferenza generale.
A noi italiani fondamentalmente non ce ne frega più niente: l’argomento è vecchio, ha stancato la Santa Opinione Pubblica. Per questo la notizia viene data solo in un trafiletto.
O meglio, l’interesse per la salute del Colosseo è direttamente proporzionale alla fiacchezza dei provvedimenti presi per risanarlo.

Documéntati:
– “Colosseo pericolante” di Leggo (l’articolo più esauriente che ho trovato).
– La notizia dall’agenzia di stampa Dire.
Articolo del Messaggero sul crollo di Gennaio 2012.
– L’allarme diffuso da Legambiente.

Annunci