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La notizia che il Killer di Botticelli ha colpito di nuovo, stavolta, è rimbalzata su tutti i giornali del mondo, ma nessuno sa che si tratta di lui.
Esclusi i presenti, ovviamente.

Rubate 7 opere d’arte dal Kunsthal Museum di Rotterdam”.

Il 7 Ottobre 2012, per celebrare il 20° anniversario della galleria olandese, veniva inaugurata una mostra dal titolo Avante Garde composta da 150 opere mai esposte al pubblico appartenenti alla collezione di Willem e Marijke Cordia-Van der Laan della Triton Foundation.

Soltanto otto giorni dopo, verso le 3 di notte, dei ladri si sono introdotti nel museo approfittando delle grandi finestre di cui è composto l’edificio, e hanno rubato 7 opere d’arte. Non senza aver prima messo fuori uso il sistema d’allarme.
Di quest’ultimo fatto si sono accorte le guardie di sicurezza del museo, ma al loro arrivo non c’era più traccia né di ladri né di dipinti.
La polizia, intervenuta tempestivamente su richiesta della security, ha inviato sul posto il team forense per raccogliere impronte e/o ogni altra prova. (Qui le foto della scena del crimine)

Il bottino è così amaramente composto: due tele di Monet, rispettivamente il Charing Cross Bridge (1901) e il Waterloo Bridge (1901); Girl in front open window di Gauguin (1898); Reading girl in white and yellow di Henri Matisse (1919); Harlequin head (1971) di Picasso; l’autoritratto di Meyer de Haan del 1890; e ultima ma non ultima l’opera cronologicamente più recente, la bellissima Girl with eyes closed di Lucien Freud (2002).

Voci di corridoio dicono che il furto è stato commesso da professionisti allo scopo di chiedere un riscatto. Sarebbe anche una delle poche cose logiche da fare da parte dei ladri, perché – come spiega Robert Wittman fondatore della squadra crimini artistici dell’FBI – rivendere un’opera d’arte così famosa al mercato nero è praticamente impossibile, a meno che non si voglia dimezzarne brutalmente il prezzo. Paradossalmente ai ladri d’arte conviene rubare opere minori e poco conosciute poiché la loro scomparsa non fa clamore e, approfittando della situazione discreta, i compratori si moltiplicano.

In questo caso il malloppo ha un valore stimato tra i 150 e i 200 milioni di euro.
Cifre incredibili se pensiamo che si tratta solo di colori ad olio stesi su una tela. Ma cos’è che dà il prezzo di un dipinto?
Il valore di un opera d’arte dipende da tre cose: l’autenticità, la provenienza (che dev’essere certificata), e il lecito possesso.
Il ladro d’arte possiede solo la prima delle tre caratteristiche, perciò sarà molto difficile per lui vendere ad un prezzo adeguato. Moltissime, infatti, sono le opere d’arte rubate mai ritrovate né comparse sul mercato nero, si preferisce conservarle in posti sicuri, e poi s’aspetta: il momento, il compratore o la galera.

 Sono pessimista sul rientro di queste sette tele, il Serial Killer vorrà disfarsene se non riesce a venderle e guadagnare abbastanza da finanziare il suo prossimo crimine.
Rimango in contatto con la polizia olandese anche se il Killer ha già passato il confine di stato.

 Documentazione base:
L’intervista al dirigente della squadra crimini artistici dell’FBI.
– La pagina dell’Interpol su questo caso.
– L’articolo del New York Times sul furto di Rotterdam.

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